La “Zuppa lombarda” il mio piatto da Expo(rtazione)

12 Giu

zuppa lombarda 2Adesso lo chiamiamo “piatto da esportazione”, esportazione da una regione ad un’altra, ma quando la Zuppa Lombarda attraversò gli appenanini erano gli anni Sessanta C’era il boom economico: mio padre venne trasferito da Sesto Fiorentino a Rho in provincia di Milano e anche se non era ancora la “Milano da bere” e neppure la “Milano dell’Expo” era una città accogliente e Rho divenne “la mia città”. La mamma, casalinga, preparava sempre piatti toscani e litigava con il mio gusto per i nuovi sapori. Per il piatto più buono in assoluto era il “risotto giallo”, ma per accontentare la mia parte toscana avevo un altro piatto preferito: la Zuppa Lombarda.

La mamma mi accontentava certa che questo mio modo di mangiare prima o poi si sarebbe convertito del tutto al gusto toscano, dove si affondavano le mie radici. Un piatto semplice adatto alla stagione autunnale. E se vogliamo, adatto anche alle inclinazioni vegetariane. Si fa con i fagioli, la mamma preferiva i cannellini, e con pane a fette, olio, sale e pepe. C’è anche ci aggiunge l’aglio strusciato sul pane rigorosamente toscano. Un piatto povero, ma gustoso, veloce e adattabile a tutti i pranzi. E’ un piatto unico, ma potrebbe essere anche un primo piatto.

“E’ il piatto della vergogna” dice oggi mia mamma che non vuole ricordare cosa accadde quell’ottobre di una quarantina di anni fa proprio lì, a Rho a due passi da dove oggi c’è l’Expo.

“Ero convinta che tutti sapessero cos’era la Zuppa Lombarda – racconta la mamma – e così quando andai dal pizzicagnolo gli chiesi un po’ di faglioli. Mi chiese: per farli come? Per fare la Zuppa Lombarda, risposti. Ricorderò sempre il modo come mi guardò. Si zittì e mi disse: come sarebbe questa Zuppa? Eh, risposti, fagioli cotti nell’acqua e dopo la cottura in una scodella con una fetta di pane condita con olio, sale e pepe viene aggiunto il brodo dei fagioli e i fagioli. Non la conosce? Gli chiesti. Da noi non si mangiano zuppe così, la chiami zuppa toscana e non lombarda!”

Adesso mentre mi racconta la storia la mamma si vergogna un po’. “Capito, mi disse così. Da allora ho continuato a farla, ma sai non l’ho più chiamata Zuppa Lombarda, tanto basta mangiarla, il nome non cambia il suo sapore”.

Quando arriva l’autunno la preparo anch’io la Zuppa, adesso la chiamo “da esportazione”, anzi da ora in poi potrei darle un nuovo nome: Zuppa Expo per accontentare la mia parte lombarda a quella toscana. Perchè l’unione fa la forza anche di una zuppa.

Zoe

Bambole e giocattoli d’epoca e da collezione

25 Apr

orsetto“Celomanca” non si dice solo per gli album di figurine, eh no! Anche per i giocattoli, quelli da collezione, s’intende! Ce l’avete la Barbie degli anni Sessanta? Quella con i capelli biondi cotonati? E la macchinina degli anni Settanta? Quella in metallo, pesante, con le quattro portiere che si aprono? E il vecchio orsacchiotto arrivato dalla Germania, ce l’avete? Se non li avete o non li avete mai visti ecco l’occasione: la mostra dei giocattoli d’epoca al Centro congressi Delta Florence di Calenzano domenica 10 maggio curata da Agostino Barlacchi. La Wall Street del giocattolo, come viene definita la kermesse calenzanese, raccoglie collezionisti provenienti non solo dall’Italia che presentano il meglio delle loro raccolte  di auto treni, moto, navi, aerei, soldatini, bambole.
Si potranno trovare bambole, macchinine, trenini, soldatini e giochi di tutte le epoche e da collezione. E poi ci sarà uno spazio dedicato a a chi ha un giocattolo vecchio e vuole conoscere origini ed eventuale valore. L’ufficio espertizzazioni fornirà anche consiglio per la conservazione di vecchi giocattoli restauri di  carrozzerie e motori o altre parti del giocattolo andate perdute.
Il Centro Congressi Delta Florence  è facilmente raggiungibile  via autostrada , uscita Casello Sesto Fiorentino – Calenzano A1, oppure in treno fino alla stazione di S.M.Novella a Firenze e proseguimento con mezzi Ataf linea 2. L’orario dello svolgimento è dalle 10 alle 17 con ingresso a offerta libera.

Il mondo colorato della Mostra dell’artigianato

25 Apr

trineCi andavo da bambina. Anzi, a dire la verità, arrivava mia zia e mi portava alla Mostra dell’artigianato di Firenze alla Fortezza da Basso. Sono sempre stata affascinata dai colori e dai profumi, dagli oggetti provenienti da tutto il mondo e fatti a mano e, a dirla tutta, ho sempre speso. Sì sono sempre tornata a casa con un “pezzo” di Mondo fatto a mano. Oggetti da indossare e da usare soprattutto, ma anche piccoli monili. Ecco perchè mi piace parlare della Mostra dell’artigianato che ha aperto a Firenze come da tradizione in questi giorni. La 79° Mostra Internazionale dell’Artigianato è stata inaugurata dall’assessore allo Sviluppo Economico del Comune di Firenze, Giovanni Bettarini insieme al presidente di Firenze Fiera, Luca Bagnoli, all’assessore alle Attività Produttive della Regione gufettoToscana, Gianfranco Simoncini, al presidente di Arezzo Fiere e Congressi, Andrea Boldi e a tante altre istituzioni italiane ed estere. Ecco cosa c’è: Oroarezzo Experience, l’esclusivo show room realizzato da Arezzo Fiere e Congressi alla Sala dell’Arco e della Volta; Il tesoro dei Longobardi l’iniziativa a cura della Confartigianato di Arezzo con opere di artigiani contemporanei ispirate al gioiello longobardo e rinascimentale: nello spazio dei Makers (Visioni   Design Lab- Tech) al Padiglione Cavaniglia si possono ammirare le creazioni di molti Fab Lab della Toscana (Fab Lab Pisa, Fab Lab Cascina, Fab Lab Contea). Nello stand di Terza Cultura, spinoff dell’Università degli Studi Firenze, si effettuano dimostrazioni su percorsi, modalità di costruzione e funzionamento di piccoli robot con l’utilizzo di kit di lego robotico. Nello stand accanto, Alessio Rocchi presenta collane ed anelli geometrici con taglio laser e stampa 3D. Nel folto gruppo degli artigiani digitali spicca anche Valeria Medici di Formotopia che propone bracciali multicolori in nailon e portacarte realizzati con stampante a sinterizzazione laser. Vengono mostrate tecnologie sofisticatissime e all’avanguardia nell’area dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore Leonardo da Vinci di Firenze, che presenta alcuni percorsi innovativi nella didattica delle nuove tecnologie, attraverso dimostrazioni di progettazione elettronica applicata ai materiali tradizionali e nuove metodologie sulla progettazione elettronica con la stampa 3d. Giovani della Scuola Internazionale di Comics Firenze, eseguono attività dimostrative di modellazione 3d attraverso l’uso di software dedicati anche attraverso workshop e masterclass. 3D.
Zoe

Un caffè con la bici, apre il Nencini Bike & Bar

21 Feb

logo nencini bikeVi piace il caffè, ma amate anche la bicicletta? Le due passioni si possono unire, anzi lo si potrà fare da sabato 28 febbraio quando a Prato aprirà il nuovo negozio Nencini Bike e Bar di Saul Nencini e Nataly Gabriela Prieto Avila.
Al Nencini Bike e Bar si potranno trovare insieme sia la possibilità di acquistare biciclette e accessori per la bike, sia avere la possibilità di riparazioni di vario genere e anche quella di gustare un buon caffè, fare uno spuntino o prendere un aperitivo.
In un confortevole open space si troveranno insieme le due passioni che sono le mie: la bici e il caffè.
unnamedChi è alla ricerca di capacità tecnica e conoscenza specifica del mezzo, troverà nel padrone di casa, figlio del grande campione Gastone Nencini, un esperto del settore, che condividerà con gli appassionati delle due ruote anche dimostrazioni pratiche di manutenzione del mezzo meccanico.
Al Nencini Bike e Bar si potrà trovare la vendita di biciclette e accessori, il servizio di riparazione, la sistemazione del posizionamento tacchette per gli scarpini di qualsiasi marca; in questi locali saranno organizzati anche dibattitilegati all’attività ciclistica, quali la corretta alimentazione, le tecniche e le tattiche di gara, la programmazione dell’allenamento.

L’inaugurazione si terrà sabato 28 febbraio alle 18 in via Bologna a Prato.
Zoe

Cosmetici fai da te, ecco “Makeit”

21 Feb

makeitFai da te non è un termine che si usa solo per costruire una libreria, no si può applicare anche alla bellezza. Ed è una cosa che mi ha sempre intrigato: prendersi cura di sé non solo aprendo i vasetti di creme, ma proprio contribuire a realizzare un prodotto facendosi aiutare da un “amico-farmacista”. Ecco cosa ho trovato sul web: makeit-Cosmetici fai da te. Si trova anche sulla pagina del social network Facebook (https://www.facebook.com/pages/Makeit-Cosmetici-fai-da-te/615194708600332). Un gruppo di farmaciste e biotecnologi si occupano del portale Makeit (www.makeitlab.eu). Si tratta di un e-shop che, dicono i curatori, il cui obieittivo è di “realizzare cosmetici fai da te ti fa risparmiare in soldi (considerando le percentuali degli attivi e i prezzi spesso spropositati dell’alta profumeria) e, ovviamente, in salute/sicurezza” con “le nostre materie prime, oltre ad essere certificate e in linea con gli standard GMP, sono le più convenienti del mercato (abbiamo studiato a lungo i concorrenti e cercato il rapporto qualità/prezzo più vantaggioso).

Foto: da Facebook, pagina di Makeit

“Suérte” la T-shirt a “Km zero”

20 Feb

suerte conferenza stampa 140215 (8)E’ un capo d’abbigliamento per tutte le stagioni: sta sotto in inverno, sta sopra in estate, ma si porta sembre. La T-shirt. Un tempo era bianca, poi è diventata di tutti i colori e più tardi ancora ha assolto al compito di raccontare storie, mostrare disegni, insomma una sorta di “muro” di stoffa dove scrivere, disegnare, mostrare, indicare. E la T-shirt parla di noi. Da come la indossiamo e da quanto riporta sopra (scritte, frasi, motti, disegni) ci racconta. E’ il nostro specchio… dello stile di vita. Troppa filosofia in una maglietta di cotone? No, non credo proprio. Basta pensare che una ventina di anni fa, ma forse di più, sulla maglietta comparvero poesie, modi di dire, frasi tratta da romanzi… e allora? La T-shirt è il capo base. Lo hanno pensato anche due giovani signesi Marco Gonfia e Lorenzo Basile (21 anni il primo 25 il secondo) che due anni fa hanno dato vita ad una loro idea: quella di creare disegni sulle T-shirt. Ed è così suerte conferenza stampa 140215 (1)che è nato “Suérte” è il marchio del design delle loro T-shirt.  A Firenze nell’area delle ex Carceri, zona Murate, accolti dal ristorante Le Carceri, i due giovani hanno presentato la nuova collezione.
“Le nostre sono T-shirt a Km Zero – dice Marco Gonfia – perché la prerogativa è il Made in Italy per quanto riguarda il processo produttivo. Il design abbraccia tutte le età dai 13 anni ai 60 e oltre”.
La nuova collezione, che sarà nei negozi di tutta Italia dalla prossima primavera, si compone di 17 disegni per T-shirt maschili e 16 T-shirt femminili.
suerte conferenza stampa 140215 (12)Le magliette sono particolari anche nel tessuto.
“Si tratta di tessuto fiammato sul bianco – spiega Lorenzo Basile – morbido e di un colore caldo che lievemente vira dal beige al crema e il collo è con il taglio vivo”.
Lo stile è urbano, indossabile sotto una giacca, un maglione, un cardigan.
Dalla metà di marzo Suérte sarà anche su e-commerce e nella prossima collezione, per la prima volta saranno presenti anche modelli da bambino e da bambina.
Le taglie delle magliette Suérte sono da XS a L per donna e da S a XL per uomo.
Ecco la mia (è quella nella foto in alto)… è bellissima!
Zoe

Una schiacciata croccante con il prosciutto sopra

20 Feb

focaccia al rosiNon esco quasi mai. La sera esco pochissimo di casa. Col freddo poi! Preferisco stare al calduccio a leggere un libro o guardare la Tv, ma qualche volta mi concedo una serata in pizzeria. Sì, avete capito bene, pizzeria. Non mi piace preparare la pizza, preferisco farmela preparare, aspettarla al tavolo chiacchierando con amici o parenti. E allora vado in pizzeria. Ma siccome sono di gusti un po’ particolari, mi piace andare nei circoli. Ne conosco uno dove vado quando posso. Mi piace come cucinano, e poi ho la tessera richiesta al circolo per le consumazioni. Si tratta del circolo Vivere il Rosi, al Rosi, spicchio di terra nel comune di Campi Bisenzio tra Prato e Calenzano. La pizza è da 10, se proprio si deve dare un numero. L’ultima volta che ci sono stata ho scelto una schiacciata con prosciutto crudo e vi assicuro che era veramente buona. Croccante, ma non troppo, per niente pesante, gustosa nel contrasto con il prociutto morbido e consistente. Non ho resistito, prima di finirla tutta, ho fatto una foto e quando la riguardo mi viene l’acquolina in bocca.

Zoe