Quello che fa la differenza. Il bottone, mai senza

14 Mar

bottoni 5Quello che fa la differenza è spesso impercettibile. Anche nella moda è così. Basta poco, un segno, un piccolo particolare inserito quasi casualmente, una imperfezione stilistica per far diventare un comune capo di abbigliamento un abito esclusivo, originale, unico. A volte basta un bottone. La scelta accurata di questo oggetto che, serve per chiudere, ma è anche un elemento di decorazione, è come la composizione di un modello, si sa che l’utilizzo di quello o questo tipo di bottone segnerà lo stile. E lo stile, nella moda come nella vita, è l’essenziale.
Nel tempo il bottone si è trasformato, ha avuto alti e bassi, è stato al centro delle gioie e delle delizie di capi d’abbigliamento underwear, quando ancora si chiamavano biancheria, ha tenuto strette le donne serrando con leggiadria bustini raffinati e sofisticati, ma è stato anche dimenticato negli anni in cui è salita agli onori delle cronache rosa dell’abbigliamento femminile la zip, la lampo o come si usava dire la serratura lampo. Quasi fosse la linea di confine tra un mondo in rosa “antico” fatto di pizzi e trine e il nuovo mondo “essenziale” preso di petto dalle tendenze unisex.
Quel bottone, seminascosto, tiene incollati cappotti e giacche, si accarezza nelle mani per sentirne la consistenza, la dimensione, la durezza o la morbidezza della stoffa. Il bottone pregiato, di plastica, di osso rotondo o di altre dimensioni, con due o quattro fori, si mimetizza con l’abito quando si ricopre di stoffa. Si lascia condurre nel gioco del “vedo non vedo” che, la cui filosofia è di lasciare l’abito protagonista assoggettandosi a elemento di pura funzionalità.
Conosciuto fin dall’antichità, ritrovati negli scavi archeologici, era utilizzato nell’antica Roma. Allora i bottoni erano più somiglianti a “spille di sicurezza” o meglio “fibule” rispetto a quelli attuali, ma si diffusero in Europa nel Medioevo ed entrano nella letteratura come piccole cose senza valore nel La Chanson de Roland. Arrivò agli onori della cronaca di moda nel XVI secolo come elemento ornamentale in madreperla, oro o argento. Fu il XVIII secolo a dare al bottone lo spazio che meritava grazie all’impiego esteso di camiciole, diventò elemento pregiato nell’abbigliamento, un ruolo, quello artistico, che perse con il crollo dell’Impero napoleonico per lasciare il posto a quello industriale.
E’ vero che si può fare anche senza, ma credo sia meglio “mai senza bottoni”. Un posto per loro ci deve sempre essere, perché lo stile come la moda e la vita è una questione di particolari.
Zoe

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: