Parigi…o cara

1 Ago

parigi o cara 8Lungo i canali c’era quell’odore tipico che avvolge chi ci arriva con l’idea di trovare le stesse atmosfere di Simenon, cucite tra le grinze di generazioni trascinate nei bistrot, è lì, sai che ho incontrato Simone De Bovouir sorpresa in una delle ultime interviste televisive. Ah, Parigi oh cara, sussurrava dilaniandosi d’amore Violetta (La Traviata) e riscriveva gioiosamente una pagina di Parigi…film, grandi magazzini, il museo del profumo (ne sento ancora l’odore potente e forte), assaggi di percorsi, di “rue” mentre l’acqua scorre, a Parigi l’acqua scorre sempre e non sempre è la Senna, mentre guardo il Gobbo di Notre Dame. C’è anche Esmeralda? Oddio i ricordi adesso li rivedo sui mercatini quelle cartoline che non ci sono più e poi le novità tra ballerine in vernice e golfini bon ton. Ci si sposa anche in un bistrot e si fa festa in un caffè. Lo sai che mi hai fatto tornare la voglia di ritornare? A Parigi…mia cara… ore di coda al Louvre in attesa di attraversare l’ultima barriera e andare oltre… sulle scalinate di Montmartre la sera poi a scattare foto con le nuvole parigine schiacciate dal cielo del nord. L’ultimo trionfo, un arco, che piace tanto dal sapore sbricioloso delle baguette acquistate la sera prima di rientrare a casa all’ultima fermata del metrò a Bagnolet.
Zoe

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